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Lavoro nero: sanzioni

BADANTE, OSS O COLF IN NERO: SANZIONI.

 

Se la badante, OSS o COLF non è assunta regolarmente i rischi per il datore di lavoro sono:

se la badante, OSS o COLF ha svolto attività in nero per non oltre 30 giorni, c’è una sanzione da un minimo 1.800 euro a un massimo 10.800 euro;
se la bandate, OSS o COLF ha svolto attività in nero per non oltre 60 giorni, la sanzione parte da un minimo di 3.600 euro e arriva ad un massimo di 21.600 euro;
se la badante, OSS o COLF ha svolto lavoro in nero per oltre 60 giorni, la sanzione oscilla tra un minimo di 7.200 euro e un massimo di 43.200.

Colf: incarichi e mansioni lavorative.

I compiti della collaboratrice familiare includono normalmente la pulizia di tutta la casa, dalle camere al bagno alla cucina: questo include rifare i letti, spolverare, lavare i pavimenti, pulire i vetri e via dicendo. Tra le sue mansioni rientra anche il lavaggio degli indumenti dei membri della famiglia e della biancheria della casa, dalle coperte e dalle lenzuola a tende e tappeti, compresa la stiratura. La colf si prende anche cura delle piante presenti in casa o in terrazzo e in certi casi anche degli animali domestici.

Una brava collaboratrice domestica è quindi molto attenta alle norme di pulizia ed igiene, e deve conoscere e saper usare gli elettrodomestici e i prodotti necessari alla pulizia, ovvero aspirapolvere, lavatrice, ferro da stiro, detergenti e via dicendo. Oltre a pulire in modo attento e preciso, deve possedere discrezione, affidabilità, flessibilità, doti relazionali e puntualità nello svolgere le mansioni affidate.

In certi casi una colf può anche essere incaricata di preparare i pasti per la famiglia, seguendo le indicazioni e le preferenze dei padroni di casa, e di fare la spesa recandosi personalmente presso i negozi o i supermercati.

La collaboratrice familiare spesso svolge anche la funzione di tata, ovvero si prende carico dei bambini, anche accompagnandoli all’asilo, a scuola e ad altre attività pomeridiane, o di badante, se in famiglia sono presenti persone anziane che hanno bisogno di assistenza, cura e compagnia.

Le principali mansioni le possiamo quindi riassumere così:

  • Fare le pulizie e tenere ordinata la casa
  • Rifare i letti e cambiare le lenzuola
  • Pulire bagno e cucina
  • Tenere puliti gli infissi, le finestre e le porte interne ed esterne
  • Lavare e stirare
  • Cucinare per la famiglia e occuparsi della spesa
  • Fornire supporto per la cura dei bambini e/o degli anziani
  • Annaffiare le piante
  • Curare gli animali domestici

 

La Badante: Mansioni

Le mansioni della badante sono:

prendersi cura del malato, facendogli anche compagnia. Nel caso della badante convivente, ossia che lavora e alloggia presso la famiglia, il più delle volte il malato non è autosufficiente, quindi richiede assistenza continua per fare le cose che ora non è più in grado di fare da solo;

  • sbrigare le faccende domestiche quel tanto che basta per tenere in ordine la casa e renderla vivibile dal malato;
  • preparare i pasti per il malato agli orari e secondo le indicazioni ricevute dai familiari/medico;
  • assicurare che il malato prenda le medicine alle dosi e agli orari prescritti dal medico;
  • controllare temperatura, pressione ecc.;
  • mettere pannoloni e altri ausili.

Inoltre, la badante dovrebbe essere in grado di comprendere, leggere e scrivere l’italiano in modo che, in caso di necessità, sappia chiamare il 118, rispondere alle domande dell’operatore e fornire l’indirizzo e indicazioni precise su come raggiungerlo; inoltre, deve sapere chi, tra i familiari, è la figura di riferimento da chiamare in caso di problemi di qualunque natura.

È buona norma che il familiare lasci alla badante, in un posto ben preciso, il foglio contenente tutte le istruzioni e le cose da fare nell’arco della settimana (menù settimanale, controllo dei valori della pressione e della regolarità nell’andare al gabinetto, ecc.).

La presenza di una badante è di grande aiuto per il familiare, che in questo modo, alleggerito delle proprie incombenze nell’assistenza del malato, ha la possibilità di ritagliarsi del tempo per sé e di recuperare le energie. In mancanza di familiari, la badante deve essere attenta a cogliere tutti i segnali che possono essere importanti per il medico per capire se le condizioni del paziente migliorano o peggiorano.

La badante spesso non ha una formazione in ambito assistenziale e può svolgere un lavoro di assistenza alla persona solo per necessità. Per questo motivo, anche la badante può avere bisogno di essere sostenuta nel suo lavoro. La sua soddisfazione professionale deve essere supportata dalla famiglia che l’accoglie, che deve impegnarsi per costruire un buon rapporto di lavoro, fondato su regole e confini chiari e concordati. È bene prevedere uno spazio per lo scambio d’informazioni e la discussione con i familiari, che potranno così trovare il modo per esprimere stima e gratitudine per il lavoro svolto dalla badante.

Quando possibile, è bene incoraggiare la badante all’aggiornamento professionale, ricordando che il benessere di chi assiste si riflette sul benessere dell’assistito.

O.S.S. Qualifica Operatore Socio Sanitario

Qualifica Operatore Socio Sanitario OSS.

La sua attività lavorativa è orientata al soddisfacimento dei bisogni primari delle persone ed a favorire il benessere e l’autonomia delle stesse.

L’OSS può svolgere l’attività in:

  • Ospedali pubblici
  • Strutture socio sanitarie private o convenzionate come le R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale), R.A.F. (Residenza Assistenziale Flessibile per disabili di tipo “A” e “B”)
  • Comunità per minori/psichiatriche/cliniche di recupero
  • Servizi di assistenza domiciliare specializzata presso consorzi dei servizi sociali o privati
  • Scuole: assistenza alunni con disabilità durante l’orario scolastico.

L’OSS non agisce per delega, svolge la propria attività in autonomia nell’assistenza di base, rispettando i compiti dettati dal proprio profilo professionale, collaborando e aiutando le altre figure professionali. (vedi mansionario specifico del “22 febbraio 2001 pubblicato sulla G.U. n. 91 del 19/04/2001) in seno alla conferenza Stato Regioni.

Agisce autonomamente nell’assistenza di base, indirizzata ai pazienti totalmente o parzialmente autosufficienti nelle attività quotidiane. È presente durante la permanenza delle persone negli ospedali, cliniche private o presta assistenza di base autonomamente nell’ambito domiciliare. Il suo compito è quello di svolgere attività che aiutino le persone a soddisfare i propri bisogni primari: l’alimentazione, l’igiene personale, attività finalizzate al recupero e di mobilizzazione, trasporto in barella. Si occupa del rilevamento dei parametri vitali, di effettuare piccole medicazioni, aiuta nella somministrazione della terapia orale, al trasporto di materiali biologici, nella preparazione dei materiali da sterilizzazione. Si occupa del mantenimento e dello sviluppo del livello di benessere, promuovendone l’autonomia e l’autodeterminazione. La sua attività è regolamentata grazie al mansionario specifico, in ambito assistenziale, sociale e sanitario.

Opera in base al reparto/ambito specialistico di appartenenza e agisce in collaborazione con figure sanitarie, principalmente con l’infermiere, il fisioterapista e l’ostetrico oltre che con il medico, il dietista, l’educatore professionale, l’assistente sociale.

In area sanitaria può occuparsi con qualche limitato margine di autonomia prodotto dalla delega in seno alla legge del 21 febbraio 2001, solo dell’assistenza di base al paziente, mentre può occuparsi di ulteriori attività solo dietro precisa attribuzione (non di delega) e indicazioni dell’infermiere (come stabilito dai rispettivi profili professionali nazionali e normativa regionale), oltre che di interventi relazionali con l’utente (area sociale).

La formazione è competenza di Regioni e Province autonome; l’attestato di qualifica professionale si consegue al termine di un percorso formativo della durata di circa 1000 ore (composte rispettivamente da 450 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni e 450 di tirocinio, comprensive di esame finale) organizzate in maniera differente a seconda dell’Ente che gestisce il percorso formativo.

Le materie di studio sono raggruppate in quattro aree:

  • “Area socio-culturale, istituzionale e legislativa”, che comprende materie del tipo: legislazione socio-sanitaria e previdenziale, organizzazione dei servizi sul territorio, sociologia;
  • “Ambito professionale specifico, area psicologica e sociale”, che comprende materie del tipo: dinamiche di gruppo, psicologia della relazione, pedagogia.
  • “Area igienico-sanitaria”, che comprende materie del tipo: igiene della persona, tecniche di base preventive e riabilitative, rilevazione dei parametri vitali, elementi di primo soccorso, studio delle principali patologie debilitanti.
  • “Area tecnico-operativa”, che comprende materie del tipo: attività domestico-alberghiere, di assistenza domiciliare e tutelare, piani di intervento (PAI e PEI), animazione, interventi di socializzazione, informatica di base.

Il tirocinio dura 450 ore, normalmente con impegno a tempo pieno. Al termine del corso è previsto un esame finale di fronte ad apposita commissione d’esame, comprendente una prova scritta, una pratica ed una orale, con il superamento della quale si ottiene l’attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale.

Adiura Genova dispone di Aut. Min. DDOMIA

Adiura Genova dispone di Autorizzazione Ministero del Lavoro DDOMIA, Datori di Lavoro Domestico Italiani Associati, che permette lo svolgimento della Ricerca ed Intermediazione della Badante, OSS, Colf più adatta alle esigenze del Cliente. Adiura Genova offre servizio di Badanti, OSS e Colf al costo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e della sola Ricerca della persona più indicata per il Cliente. Con Assistenza totale su tutto quanto richiesto dal rapporto di lavoro: assunzione, elaborazione stipendio, contributi INPS etc DDOMIA Autorizzazione Ministeriale

Conseguenze e sanzioni badanti e colf con somministrazione di lavoro non autorizzata dal Ministero?

Le conseguenze badanti colf con somministrazione di lavoro non autorizzata dal Ministero, cioè escluse le autorizzate Agenzie Interinali, sono : innanzitutto una pesante multa (da 1.000 a 8.000 euro per lavoratore, cui si aggiungono 30 euro per ogni giornata di lavoro irregolare). Ma non basta: ci sono anche le sanzioni comminate dall’INPS, che derivano da tre illeciti distinti. La prima multa dipende dal mancato versamento dei contributi e non può essere inferiore a 3.000 euro, sia che il lavoratore sia stato assunto la settimana prima sia che collabori presso la famiglia da dieci anni. La seconda violazione consiste nella mancata comunicazione dell’assunzione all’INPS, e comporta una multa da 100 a 500 euro. La terza, infine, dipende dal non aver consegnato al lavoratore copia della medesima comunicazione INPS, e la sanzione pecuniaria va da 250 a 1.500 euro.

Conseguenze e sanzioni badanti colf in nero?

Le conseguenze badanti colf in nero sono : innanzitutto una pesante multa (da 1.000 a 8.000 euro per lavoratore, cui si aggiungono 30 euro per ogni giornata di lavoro irregolare). Ma non basta: ci sono anche le sanzioni comminate dall’INPS, che derivano da tre illeciti distinti. La prima multa dipende dal mancato versamento dei contributi e non può essere inferiore a 3.000 euro, sia che il lavoratore sia stato assunto la settimana prima sia che collabori presso la famiglia da dieci anni. La seconda violazione consiste nella mancata comunicazione dell’assunzione all’INPS, e comporta una multa da 100 a 500 euro. La terza, infine, dipende dal non aver consegnato al lavoratore copia della medesima comunicazione INPS, e la sanzione pecuniaria va da 250 a 1.500 euro.